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| ITINERARIO
CICLISTICO: sulle vie dell'Acquedotto
Pugliese |
In
attesa che “le vie di servizio del più
grande acquedotto d’Europa e tra i primi nel mondo”
diventino “le prime vie verdi di tutto il centro-sud
Italia”, anticipiamo quanto già è
possibile percorrere a piedi e in bicicletta quella
grande via verde dell’acquedotto Sele- Calore,
che parte da Caposele e termina a Santa Maria di Leuca
e che, nella Valle d’Itria, interessa il territorio
compreso tra Martina Franca, Ostuni, Ceglie Messapica
e Villa Castelli.
Il percorso che attraversa il canale principale dell’Acquedotto
si snoda attraverso 244 km attraversando Campania, Basilicata
e Puglia. Si tratta di un itinerario che poche guide
turistiche segnalano, pur trattandosi di un territorio
di grande interesse paesaggistico, dove l’opera
dell’uomo ed il suo ripetere ancestrali cicli
di coltivazione ha permesso il preservarsi di un habitat
ancora incontaminato.
Una strada sterrata in buone condizioni è presente
lungo l’intero tratto del canale, ed è
utilizzata dagli addetti ai lavori per svolgere la manutenzione
o per raggiungere casa cantoniere. Lungo l’itinerario
si possono osservare vitigni coltivati ad alberello,
una delle tecniche più antiche utilizzate in
Valle d’Itria, grazie alla buona redditività
del vino. In ogni stagione i prati, boschi e rocce emergenti
hanno qualcosa da offrire al raccoglitore: asparagi,
funghi, cicorielle, sivoni, lattuga. Ombrosi alberi
di quercia e fragno costituiscono un riparo ideale per
una sosta durante la calura estiva.
L’ultimo tratto del percorso dell’acquedotto,
quello che interessa il territorio della Valle d’Itria,
attraversa la Murgia dei trulli. |
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In
quest’area si trovano dei bellissimi esempi di
masserie fortificate: Seppunisi, Montedoro, Circiello,
Cuoco, San Pietro. Da segnalare inoltre la presenza
del Trullo Sovrano, in contrada Pascarosa.
Il tratto in questione non è purtroppo segnalato,
e risulta abbastanza difficile da individuare, se non
fosse per la presenza dei cancelli con lo stemma dell’
EAAP, vietati al traffico automobilistico non autorizzato
ma percorribili a piedi, bicicletta o a cavallo.
Numerose associazioni, fra le quali la FIAB (Federazione
Italiana Amici della Bicicletta), si stanno impegnando
per promuovere e far conoscere questi sentieri ad un
numero sempre maggiore di eco-turisti.
Partendo da Martina Franca è possibile compiere
un percorso circolare che prevede l’ingresso nel
tratto dell’acquedotto in prossimità dell’Osteria
Cantone, a circa 7 km sulla strada provinciale che conduce
ad Ostuni. L’itinerario costeggia le città
di Ceglie Messapica (nei pressi della Pineta Ulmo) e
di Villa Castelli e ci riconduce a Martina Franca attraverso
circa 30 km di sterrato in buone condizioni, percorribile
in circa tre ore. Non ci sono per il momento cartelli
segnaletici né punti di ristoro, ma durante i
fine settimana non è raro incontrare gruppi di
appassionati ciclisti di tutte le età. Si tratta
di un’escursione che permette di assaporare una
Puglia differente, e c’è da auspicare che
questo tipo di turismo sostenibile, in simbiosi con
la natura ed i suoi ritmi, diventi sempre più
una risorsa per conoscere più a fondo il territorio
e le sue peculiarità. |
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